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Un'antica tradizione

G iovanni Maddalena e suo figlio Giuseppe gestiscono i loro 6 ettari di vigneto, in parte elaborandone il vino e in parte vendendone le uve. Inizialmente il nonno di Giuseppe produceva passito da 2 ettari di proprietà, dopo un ventennio di pausa produttiva legata alla sola cessione dei grappoli, Giuseppe decide di riprendere la produzione grazie alla passione per la vigna.

Mentre lui studia enologia, il padre acquista ulteriori 4 ettari per completare il vigneto attuale esteso tra le contrade di Mueggen, Serraglia, Sidori, Punta Kharace, Ghirlanda e Barone, appezzamento quest’ultimo dove si trova l’uva dagli aromi più concentrati. Le parcelle sono tutte coltivate con il moscato d’Alessandria, ad eccezione di un ettaro a Sidori coltivato con il Nero d’Avola.

Nella loro produzione spiccano il Moscato di Pantelleria, di gran bella mineralità e aromaticità, e il Passito, dal seducente nome Calypso come richiamo all’Odissea di Omero e all’isola di Ogigia da molti identificata con Pantelleria. Infatti la contro-etichetta di Calypso recita: “C’è un’isola lontana, Ogigia, in cui abita la figlia di Atlantide, l’insidiosa Calypso dai riccioli belli, che salvò il naufrago Ulisse e dolce vin gli diede”.

Il loro è un passito che merita di essere conosciuto, polposo, con note di caramello, miele e una bella purezza aromatica. In occasione della visita in azienda a volte si ha la fortuna d’incontrare la madre di Giuseppe che vi farà assaggiare le sue deliziose marmellate e se vi rimarrà ancora un po’ di tempo, vi consiglio di fare una passeggiata a Serraglia, dove i Maddalena hanno un dammuso tra i più antichi dell’isola, sede di un vecchio monastero in cui è ambientata la leggenda di Pasca e del suo amore per un frate.

“C’è un’isola lontana, Ogigia, in cui abita la figlia di Atlantide, l’insidiosa Calypso dai riccioli belli, che salvò il naufrago Ulisse e dolce vin gli diede”.


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